Trama:
Il gioco è ambientato due anni dopo dall’annientamento di Sin.
Yuna si è trasferita nel paese della sua infanzia, Besaid, dove passa tranquille e serene giornate.
Fin quando, un giorno, la sua ex-guardiana Rikku, raggiunge la sua casa e gli mostra una videosfera, nella quale si vede un ragazzo biondo, che assomiglia molto a una persona a lei tanto cara, scomparsa in modo misterioso e triste, proprio dopo l’uccisione di Sin.
Così ha inizio l’avventura. Le due ragazze decidono di unirsi insieme, per cercare nuovi indizi che possano portare a nuove informazioni su chi sia quel ragazzo biondo, se sia veramente la persona amata da Yuna e dove si trovi. Viene costituito un gruppo di cacciasfere, chiamato Gabbiani. Si unisce anche un’altra ragazza, Paine, il cui motivo dell’unione non è ben chiaro. La storia è strutturata in missioni, per avere un approccio meno lineare col gioco. Le tre ragazze costituiranno il trio dei personaggi principale dell’avventura. Ovviamente più sfere troveremo, più notizie e eventi della storia avremo.
La trama è decisamente brutta, una delusione, nulla a che vedere con i precedenti capitoli. Un seguito un po’ forzato, con nessun momento memorabile o toccante. L’atmosfera e la magia che si respirava nel predecessore è scomparsa, e anche la mancanza di melodie belle contribuisce a mostrare tali pecche. I personaggi non hanno il carisma per lasciare qualcosa dentro i videogiocatori. Rikku ha l’atteggiamento di una bambina, con poco carattere e che risulta sempre e fin troppo infantile in tutte le occasioni. Il carattere che aveva contraddistinto Yuna nel decimo capitolo, e svanito e si comporta sempre di più come Rikku, anche se più contenuta, ma comunque in più situazioni molto infantile. Paine ha un carattere decisamente migliore, più forte e risulta un personaggio molto più misterioso. Rimane sempre per le sue, e il suo distacco e la sua misteriosità possono farla emergere come personaggio del trio.
Sonoro:
Il sonoro è sempre stato uno dei punti di forza di questa saga. Ma, in questo capitolo, il sonore è mediocre. Ci sono molte canzoni hip hop, che contribuiscono a rovinare la già non bella atmosfera di certe situazioni di gioco. No ci sono canzoni che rimangono impresse, al contrario dei temi principali degli altri capitoli come Liberi Fatali (FFVIII) o To Zanarkand (FFX). Alcune canzoni di sottofondo sono orecchiabili, altre annoiano subito.
In conclusione si sente tanto la mancanza di Nobuo Uematsu, e il risultato è una colonna sonora molto deludente.
In oltre la locazione e il doppiaggio si assestano su livelli mediocri.
Grafica:
Graficamente il gioco non muove molto. Ha lo stesso motore grafica del predecessore, è questo è un po’ deludente. Sono state riciclate molte ambientazioni, cosa normale essendo il seguito, e ne hanno creato alcune nuove. Le espressioni facciali sono buone, anche se durante il gioco i personaggi non sono modellati benissimo, ma tutto sommato sono accettabili.
I paesaggi sono immobili, non si muove quasi nulla, e l’interazione con essi è nulla. Non vi sono presenti ombre in tempo reale, ma per esempio quelle dei personaggi sono rappresentati da semplici cerchi. Le textures sono decenti.
Gli effetti che si hanno durante le battaglie e i filmati che seguono al cambio di looksfera sono buoni.
Come di consueto, i filmati in computer grafica, che sviluppa la Square, si assestano sempre a ottimi livelli, e FFX-2 non è escluso.
La conversione non è delle migliori. Il gioco gira a 50Hz ottimizzati e presenta fastidiose bande nere, facendo risultare i movimenti dei personaggi poco realistici e credibili. Essa comunque risulta migliore rispetto a FFX, ma non risulta accettabile, in quanto tutte le altre versione, tranne quella europea, presentano una versione a 60 Hz. Come al solito la Square dimostra poco rispetto per gli acquirenti europei.
In oltre, il gioco soffre di qualche bug, come per esempio, oggetti che appaiono e scompaiono all’improvviso in base a come ti piazzi nelle ambientazioni (non accade spesso). Questo succede anche per i panorami in lontananza delle aree all’aperto, come colline o montagne o altri dettagli che spuntano in base alla nostra posizione. Sono errori che posso dar fastidio, ma che comunque non intaccano l’esperienza di gioco.
Giocabilità:
La giocabilità è uno dei punti di forza del gioco. Ci sono state diverse novità rispetto ai capitoli precedenti. L’esplorazione risulta decisamente migliore e con meno limiti, soprattutto grazie alla possibilità di effettuare salti, che permettono di raggiungere zone altrimenti inaccessibili. Si può saltare solo quando vi si presenta la necessità e quando il gioco vi permetterà di farlo; per effettuarlo, bisogna premere il tasto X. I personaggi si potranno anche arrampicare dando un ulteriore libertà di esplorazione. Anche in questo caso, per arrampicarsi bisognerà premere la X.
Nel gioco non si potrà salvare quando si vuole ma bisognerà trovare i punti di salvataggio.
Gli scontri sono sempre casuali, però presentano alcune novità. Innanzitutto le battaglie sono in tempo reale (BTR). I personaggi si muovono nello scenario in base a chi devono attaccare, e si posizionano quasi sempre in diverse posizioni, di solito, vicino al nemico appena colpito. In oltre bisognerà scegliere gli attacchi o le tattiche abbastanza velocemente, per far si che il nemico possa attaccare il meno possibile.
Nei combattimenti non saranno ovviamente più presenti gli Eoni, dato la fine che hanno fatto nel decimo capitolo. Però la Square-enix per rimediare a tale mancanze ha ideato il sistema delle Looksfere. Queste ultime le troveremo nel corso dell’avventura. Alcune le avremo
sin dall’inizio. La Looksfera preferita da Yuna è la Pistolera, quella di Rikku è la Bandita, quella di Paine è la Guerriera. Cosa sono le looksfere? Sono delle attività che si possono far svolgere alle protagoniste, come guerriera, bandita, samurai o Pistolera. C’è ne sono tante. Bisogna sceglierne dal menu, una per personaggio. Ciascuna di esse permette di avere a disposizione determinate abilità, e man mano che si usano durante le battaglie, esse si potenziano. Per ciascuno personaggio possiamo organizzare delle collezioni di looksfere ed equipaggiarne una per ciascun combattente. Essa ci permetterà, premendo L1 durante gli scontri, di cambiare vestito e quindi mestiere al personaggio. Questo renderà i combattimenti un po’ tattici. Se durante una battaglia, sei a corto di Hp, e non hai nessun oggetto per curarti e hai dei look prevalentemente di attacco, potrai cambiare looksfera a un personaggio facendola passare a Mago Bianco, con la quale potrai avere le magie bianche per curarti dagli status, resuscitare e reintegrare l’energia. Ovviamente bisogna che la looksfera di mago bianco sia presente nella collezione di look del personaggio.
Longevità:
Rispetto ai precedenti capitoli, la durata della storia è notevolmente calata. Si aggira dalle 25 alle 30 ore. Il gioco però presenta tantissime missioni secondarie, alcune sono noiose altre sono divertenti. Esse variano da cercare determinate persone o oggetti a delle sfide come uccidere il maggior numero di nemici con le pistole. Oppure andare alla ricerca di tutte le videosfere e delle looksfere, e dedicarsi anche al loro potenziamento. Con le missioni secondarie il gioco riceve un notevole incremento di durata, ma molti potrebbero stufarsi e impegnarsi solo o per la maggior parte nella storia. Al fatto che la trama sia mediocre va a sfavore della longevità, in quanto uno potrebbe decidere di abbondare il gioco dopo un po’ a prendere polvere in una mensola.
Roba da fare e da vedere tutto sommato ce ne, ma manca spesso la qualità e la creatività.